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E la vita continua…
 
E la vita continua…
di Pauline >> 07/03/2008, 17:33
Ciao a tutti, mi chiamo Paola, ho 40 anni ed una grande voglia di vivere. Desidero, con tutto il cuore, raccontarvi la mia storia: nel 1974, all'età di 7 anni, mi è stato riscontrato un diabete mellito; dopo un primo momento di confusione e di tristezza, la mia vita, nonostante tutto, scorreva regolarmente, fra un controllo, in ospedale, analisi del sangue ed iniezioni di insulina, fino al 1990, anno in cui ho perso, nella notte del 17 Dicembre, la vista all'occhio destro, a causa di una retinopatia diabetica che, non adeguatamente curata, proliferava ogni giorno di più. Ne seguivano ben 8 interventi chirurgici fino a che, nel 1996, considerato i dolori sempre più forti, mi fu detto di togliermi l'occhio, perché, essendo diabetica, un trapianto di cornea non sarebbe stata la soluzione migliore. Una volta tolto l'occhio, tutta una serie di protesi oculari in vetro, che mi vennero fatte per riempire la cavità oculare, mi procurarono decubiti e lacerazioni, tali da rendere necessari altri 2 interventi di ricostruzione plastica e di impianto di sclera di donatore. Qualche anno più tardi, intorno al 2000, subentrò un'ulteriore complicanza del diabete, l'insufficenza renale, dapprima lieve, poi, sempre più acuta, fino a che, nel 2005, il mio diabetologo mi consigliò di andare a fare una valutazione, a Pisa, per un trapianto combinato rene-pancreas. Ad Ottobre 2005 fui, così, ricoverata, per effettuare tutte le indagini diagnostiche, per stabilire l'idoneità al trapianto: risultai, pur fra molteplici problemi allergologici, causati dai mezzi di contrasto, che mi procurarono una epidermolisi bollosa alle mani ed ai piedi, fortunatamente idonea e, così, in seguito all'inserimento in lista di attesa, fui chiamata, dopo due tentativi mancati, il 31 Maggio 2006 ed il 01 Giugno 2006 fui sottoposta al trapianto combinato rene-pancreas. I primi nove giorni post intervento furono positivi e già si parlava, con gioia, di guarigione…ma il peggio doveva ancora accadere. Il giorno 09 Giugno, inaspettatamente, un trombo, grave complicanza vascolare, colpiva il rene trapiantato ed in pochi minuti perdevo anche il pancreas donato: era un incubo, ma, promettendomi i medici che potevano ripetere l'intervento, nel giro di pochi mesi, mi facevo coraggio, tentando, in ogni modo, di reagire. Solo cinque giorni più tardi, però, ovvero il 14 Giugno, a causa di una gravissima emorragia peritoneale, venivo urgentemente operata, per la terza volta…ero nella disperazione più totale, ma, ancora più di me, lo era mia mamma che, in pochi giorni, non aveva fatto altro che aspettarmi fuori dalle sale operatorie (circa 27 ore), per ben tre volte, sperando, ogni volta, che fosse l'ultima. A questo punto, non senza commozione, ricordo il fatto raccontatomi da mia madre, che, durante il terzo intervento, mi era già stato rifatto il letto, perché si pensava che non sarei sopravvissuta ed invece…uscivo viva dalla sala operatoria! Il trapianto fallito e gli altri due disperati interventi seguenti mi causarono ulteriori problemi come renella e, poi, micro-calcoli al fegato ed una progressiva ischemia della tuba di destra, nonché la cataratta, all'occhio sinistro (unico occhio vedente), che fui costretta ad operare, urgentemente, in data 02 Agosto 2006. Nei mesi seguenti, molto lentamente, ma sempre accompagnata da una grande voglia di vivere, incominciai a riprendere peso e a stare meglio…beh, era facile dire "sto meglio" dal momento che, poco prima, avevo visto la morte in faccia! Ad oggi, ogni tre mesi, effettuo un controllo del sangue e dell'addome, a Pisa, ma, essendo stata sottoposta a molte trasfusioni di sangue e di plasma, per poter sopravvivere, sono, ancora, altamente immunizzata (94% circa), per cui mi è impossibile pensare ad un retrapianto, in quanto rischierei un rigetto. Ma ecco che, proprio in un momento di grande depressione, quando credevo, ormai, che non c'era più nulla da fare, un mio amico, Antonio, mi parla di ****, una signora di ****, che aiuta le persone malate e bisognose di speranza. Dopo aver esitato, lo confesso, per qualche settimana, chiamo per avere un appuntamento. Il 01 Ottobre 2007, giorno del mio primo incontro, con lei, ero così emozionata, che non so descrivervi quanti pensieri mi passavano in testa. Arriva il mio turno, mi siedo e lei già mi conforta dicendomi: " Non ti preoccupare, questi reni ripartiranno alla grande!!". Ricordo che, quella mattina, sono tornata a casa con una felicità che non provavo da tanto tempo, dopo gli ultimi due anni di sofferenza pura, finalmente una notizia fantastica! Dopo appena dieci giorni, ****mi chiedeva di fare una ecografia all'addome e, con sorpresa, il medico mi riferiva che i reni stavano piuttosto bene, mentre, nel fegato, riscontrava i micro-calcoli. Il 26 Ottobre, l'ospedale di Pisa mi confermava, facendo un'ulteriore ecografia, la colecisti con calcoli, tanto che mi veniva chiesto quando avessi intenzione di procedere, con il relativo intervento chirurgico. Nel frattempo, continuavo, regolarmente, a fare la terapia da ****, fino a che, intorno al 10 Novembre, mi chiede di effettuare una nuova ecografia all'addome, perché sentiva che la situazione era migliorata. Mi sottopongo, così, non senza paura, ad un'ulteriore ecografia, in data 16 Novembre 2007 e…con grandissima meraviglia, il medico mi riferisce che il parenchima renale, del rene sinistro, è aumentato di volume da mm 7,9 a mm 10,5 e che, cosa insolita, non si notano più i micro-calcoli, nel fegato! Dio mio, che gioia e che contentezza ho provato quando, terminato l'esame, ho comunicato questa splendida notizia a mia madre, ai miei cari ed ai miei amici! Come promesso, con le lacrime agli occhi, mandavo, subito, un SMS a ****, per ringraziarla, con tutto il mio cuore, di quanto era riuscita a fare, in così poco tempo, ed anche lei, quando mi richiamò, espresse tutta la sua gioia, dicendomi: "Dammi tempo e vedrai che, ben presto, la tua vita cambierà". Nel frattempo, facevo anche le analisi del sangue, che mostravano un aumento della Clearance della creatinina, da 13,53 a 16,8, cioè un aumento della funzionalità renale, nonostante, in quegli stessi giorni, avessi avuto l'influenza e la bronchite. A tale proposito, tengo a precisare che, qualora i risultati fossero stati peggiori, mi era già stato proposto, dai medici che mi tengono in cura, di farmi la fistola al braccio, per iniziare la emodialisi, ma, grazie all'aiuto di **** e grazie alla mia voglia inarrestabile di andare avanti, nonostante tutto, sono ancora oggi libera dalle macchine per dialisi, ma, soprattutto, piena di fiducia in lei che, con quel suo sorriso disarmante, quella sua dolcezza, quella sua sensibilità e quella carica vitale così forte che emana, quando ti guarda, mi rassicura e mi fa sentire bene. ****, grazie, con tutta la forza di cui sono capace, per il tuo aiuto e per tutto quello che potrai fare per me e per tutti coloro che si affideranno a te. Ti voglio un mondo di bene, tu hai ridato speranza e luce alla mia vita, a questa mia esistenza che, dopo anni di sofferenza, ha avuto la possibilità di incontrare un vero angelo su questa terra. Ancora grazie infinite, un abbraccio, Paola
 
Iscritto il: 06/03/2008, 16:20


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Re: E la vita continua…
di universo >> 22/02/2012, 21:15
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Iscritto il: 06/03/2008, 16:45


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Re: E la vita continua…
di >> 12/09/2014, 5:52

Leggi il romanzo "Ti racconto di lei" racconto di una donna straordinaria

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Iscritto il: 01/01/1970, 1:00


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