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LA DISAVVENTURA DEL MIO PIEDE DESTRO - LE PAROLE NON DETTE
 
LA DISAVVENTURA DEL MIO PIEDE DESTRO - LE PAROLE NON DETTE
di AnnaM >> 07/03/2008, 17:05
LA DISAVVENTURA DEL MIO PIEDE DESTRO Salve a tutti, sono AnnaM è passato qualche mese dall’ultima volta che ho condiviso con voi le mie esperienze con………..ed in questo frattempo di cose incredibili ne sono accadute e, con enorme piacere, ve ne racconto qualcuna. Era il 20 dicembre dello scorso anno quando, mentre scendevo le scale di un centro commerciale, distrattamente ho saltato gli ultimi 2 scalini cadendo rovinosamente a terra. Il dolore è stato subito lancinante e la caviglia si è gonfiata a dismisura. Il referto del P.S. locale fù: “Distacco parcellare V metatarso dx”; visto il gonfiore mi fu steccato il piede e rimandata al 28 dicembre l’ingessatura. La mattina dopo cioè il 21 dicembre andai, naturalmente accompagnata, a fare la terapia da …….. alla quale raccontai l’accaduto. La stessa impose le sue mani sopra il piede steccato ed io sentii come un solletico interno e rimanemmo d’accordo che avrei ripetuto la lastra il prima possibile. Ciò avvenne il 23 dicembre nella stessa struttura ospedaliera ed il referto fu: “Non si rilevano alterazioni ossee di natura traumatica recente”. Levai quindi la fasciatura al piede e da allora non ho avuto mai più alcun problema. Naturalmente sono in possesso di tutta la documentazione radiologica. Incredibile vero? Ma più incredibile è quello che vi racconterò di seguito. LE PAROLE NON DETTE Mia suocera, una dolcissima vecchietta di 84 anni, chiamata affettuosamente da tutti noi “nonna”, è malata da anni di Alzhaimer ed è seguita costantemente da ………... . A marzo dell’anno scorso ha avuto un collasso cardio-cir*****torio respirava con difficoltà, era diventata improvvisamente bianca e non si riusciva a prendergli la pressione arteriosa dopo qualche istante di panico, mio marito chiama il 118 ed io …………al suo cellulare e mi rispose prontamente calmandomi e dicendomi: ”stai tranquilla che sono già là”. Nel frattempo i medici del 118 hanno constatato la ripresa immediata di nonna, i battiti si sono risentiti, ha riacquistato piano piano il colorito e da quel giorno lei che soffriva di ipetertensione arteriosa da circa 40 anni non ha avuto più bisogno della “pasticchetta” giornaliera. L’8 maggio di quest’anno è stata ricoverata in ospedale per una seria anemia “emoglobina 5,4” e, dopo aver fatto due sacche di trasfusione è stata dimessa il 12 maggio con un valore di emoglobina di 8,4. Dopo 20 giorni l’emoglobina è arrivata a 10,5 naturalmente con l’intervento di ……….a distanza. Questa esperienza di anemia con conseguente debolezza, ha peggiorato la sua già precaria deambulazione, infatti nonna, faceva pochi passi sorretta da me e dal bastone; preciso anche che da bambina è stata colpita da poliomielite e quindi la sua gamba dx è più pic*****. Appena abbiamo riprovato a rimetterla in piedi la situazione era peggiorata, le gambe non facevano alcun movimento, erano incollate al pavimento e quindi è passata direttamente alla sedia a rotelle. Anche durante la notte eravamo noi a girarla per farle cambiare la posizione non ricevendo da lei alcuna collaborazione. Dopo qualche giorno sento ………per telefono, ricordo che era in tarda serata, e la stessa mi dice di aver visto nonna in seria difficoltà e che le avrebbe fatto una terapia diversa e che dopo avrei dovuto farle sapere ciò che succedeva. Essendo abbastanza tardi, nonna dormiva serenamente su fianco destro quindi io e l’assistente di nonna l’abbiamo girata in posizione supina mentre lei continuava a dormire. Poco dopo la sua gamba dx (poliomielitica) ha iniziato a fare delle flessioni sollevando il ginocchio per 3 o 4 volte e i piedi sia il dx che il sx si muovevano in sincronia in alto e in basso. Io naturalmente ho subito relazionato …… e dal giorno dopo nonna ha iniziato a fare qualche passetto ogni giorno di più usando sempre meno la sedia a rotelle. In ultimo e non per ultimo voglio evidenziare che nonna non prende farmaci di alcun tipo, soffre da diverso tempo con problemi di stitichezza e alterna i suoi periodi di pausa con giorni di regolarità senza aiuti di lassativi ma semplicemente con la terapia a distanza di……… . Sono circa due anni che non comunica più con noi con le parole ma con sorrisi, risate, carezze, abbracci e sguardi dolcissimi. Per noi è il nostro angelo in terra, è il nostro primo pensiero la mattina e l’ultimo la sera. Incredibile, vero? Soprattutto se si pensa che ……………….in tutto questo tempo ha visto nonna 3 o 4 volte e la terapia l’ha fatta sempre a distanza. Dirti grazie è veramente troppo poco ma io sono convinta che prima o poi troverò le parole giuste che possano renderti merito per ciò che fai a tutti noi. Ciao a tutti e a presto. AnnaM
 
Iscritto il: 05/03/2008, 18:47


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