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La nuova coscienza.
 
La nuova coscienza.
di Geronimo >> 05/06/2011, 19:33
Quali sono le regole che controllano la vita ? “ Non fare ad altri ciò che non vuoi ti venga fatto “. “ Chi di spada ferisce di spada perisce “. “ Chiedete e vi sarà dato “. “ Quando di 2 farete 1 regnerete su tutto “. “ Amate il prossimo vostro come voi stessi “. Sembrano le regole di un gioco virtuale dove non c’ è limite a quello che possiamo sperimentare tranne quelli che noi stessi ci imponiamo. Un gioco con un unico propellente, quello del desiderio e della regola di compensazione. Ma quali sono i limiti da non superare non lo sappiamo se non provando personalmente ciò che desideriamo. Immaginiamo per un istante di incontrare uno scienziato che ha messo a punto un gioco virtuale talmente perfetto che chi decide di entrarvi proverà le esperienze più entusiasmanti, vedrà i suoi desideri più impensabili realizzati ma ci metta al corrente che una volta entrati, chi sarà nel gioco non distinguerà più la realtà che lo circonda, non ricorderà più chi era, dovrà subire un reset della memoria perché possa avere la possibilità di sperimentare nuove esperienze, senza che il ricordo di una vita precedente possa interferire con l’ esperienza in corso. Nei computer esistono delle memorie cosi dette volatili e memorie permanenti, quella volatile si resetta ogni volta che il computer viene spento, mentre quella permanente scrive su un supporto magnetico dati da conservare che in seguito potremo rielaborare; un esempio pratico è ciò che sto scrivendo ora, sto utilizzando un programma con delle regole che mi permettono di poter rileggere il contenuto salvando il documento con un apposito nome, accedendo a quest’ ultimo. Di seguito correggerò la grammatica, gli errori di battitura fino a che il testo secondo il mio desiderio risulterà più comprensibile possibile per ciò che voglio spiegare. Questo è un esempio pratico di un’ evoluzione di un desiderio, se ho un pensiero e desidero svilupparlo trovo il modo scrivendolo, elaborandolo, correggendolo, migliorandolo, assorbendolo e memorizzandolo. “ Chiedete e vi sarà dato ”, “ Maestro abbiamo chiesto e non c’ è stato dato ”, “ Non avete chiesto nel modo giusto ”, queste parole spiegano semplicemente le regole del gioco. Se scelgo di fare una esperienza pugilistica il mio desiderio si avvererà se sono disposto a soffrire, a sudare per il mio sogno, perché questo presuppone il fatto che il pugilato ha le sue regole e il mio desiderio sarà realizzato grazie a quella persona che salirà sul ring con me e farà in modo che io capisca esattamente cosa voglio, se non sopporto il dolore o non sono disposto a picchiare non ci sono i presupposti perché io possa divenire un campione, quindi forse non è ciò che volevo sperimentare, oppure me ne daranno talmente tante che forse non sono in grado di arrivare fino in fondo. L’ importante è che alla fine del combattimento io non provi rancore per il mio avversario ma riconosca in lui il mio maestro che mi ha fatto capire che forse non sono disposto a soffrire cosi tanto o che invece in caso di vittoria io riconosca al mio avversario il rispetto che merita essendosi misurato con me e dato la possibilità di comprendere me stesso, la mia forza, la mia determinazione e cosa più importante se fosse ciò che esattamente desiderassi. Nel gioco i sentimenti uniti alle sensazioni danno modo di sperimentare i vari stati d’ animo e i loro opposti (quando dico rabbia il suo opposto è calma, invidia ostentazione, paura coraggio ecc.) trovando in seguito l’ equilibrio in noi stessi con le giuste emozioni che rendono il gioco meraviglioso, fantastico, costruendo un essere in grado di scegliere in piena coscienza, in piena consapevolezza e saggezza. Noi siamo i registi e gli attori del gioco e sperimentiamo nel gioco le possibilità più sane e perverse. Ma se nel gioco chi ha accettato si perderà nei suoi stessi desideri senza trovare ciò che si era prefisso, chi sta osservando il risultato ovvero lo scienziato non potrà permettere di farlo uscire perché potrebbe portare con sé quello spirito che invece di vita, pace e amore può dispensare terrore, morte e distruzione. Il giocatore deve prima di tutto sapere che se non riuscirà nel suo intento, lo scienziato anche se proverà compassione per le sofferenze che lui stesso ha provocato costruendo il gioco, con le lacrime agli occhi sarà costretto ad eliminarlo. Il giocatore deve accettare liberamente tutto ciò che può conseguire dalla sua scelta; se tornerà vittorioso lo scienziato avrà creato con la sua macchina un essere più equilibrato e consapevole di cosa lo rende felice perché avrà messo sotto controllo quelle forze che sono presenti in lui, anche le più brutali ma che gli fanno capire bene qual’ è il giusto senso della vita. Il giocatore potrebbe essere l’ UNO o DIO che abbia accettato di dar vita ai suoi desideri, ai suoi sogni causando cosi una serie infinita di possibilità che sono reali solo nel gioco ma lasciano tracce nella sua psiche. Solo trovando l’ anima riuscirà nel suo intento di rendere il gioco interdimensionale e meraviglioso, assecondando i desideri di noi tutti, compresi quelli più atroci, rifiutando la sofferenza che senza controllo incute soltanto paura e passando come ogni giocatore ha diritto una volta divenuto più bravo ed esperto, ad un livello superiore che avrà progettato in perfetta armonia con se stesso, realizzando nel gioco infinite realtà parallele, scegliendo quella che gli sarà più congeniale. Io sono l’ inizio e la fine. Tutto in me si contempla. Il 2012 potrebbe e dico solo potrebbe, rappresentare la fine del tempo del gioco, lo scienziato potrebbe essere in attesa del ritorno dell’ UNO accogliendolo festante e gioioso o con la sofferenza nel cuore dovrà distruggere il suo gioco e con lui il giocatore che ha accettato di divenire. Io sono in tutti voi e voi siete in me figli e possibilità di un unico sogno. Grazie *******. Ps. La cimatica o scienza del suono dimostra che la musica è geometria, vibrando ad una diversa le forme cambiano.
 
Iscritto il: 05/03/2008, 19:23


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