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NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE
 
NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE
di cucciolodoro >> 07/03/2008, 17:26
Nell’aprile del ’99 durante il normale corso della vita di un ragazzo di 30 anni, fatta di sogni, lavoro, energia e felice serenità, fui colto da violenti attacchi epilettici di cui non avevo mai sofferto. La diagnosi fu subito allarmante: glioma di II grado situato nel cranio sede fronto-temporale dx. di mm 35. Da li ad un anno avrebbe avuto conseguenze improvvise ben più gravi se non si sarebbe così manifestato; ricoverato con urgenza all’aurelia hospital, fu subito proposto l’intervento che per fortuna i miei scartarono a priori non per il chirurgo o l’intervento stesso ma per la mancanza di un reparto adeguato alle mie “esigenze” dove avrei dovuto “soggiornare” per un po’. Trasferito al S. Filippo Neri di Roma fui subito messo sotto terapia farmacologica e dopo breve tempo, sottoposto alla biopsia stereotassica per conoscere la natura di qs ospite poco gradito che viene chiamato comunemente tumore forse per l’innumerevole quantità di casi che oggi non si riescono più a cal*****re. Ho sempre affrontato questa cosa con gran forza e spirito di vita, forse perché non ancora cosciente del fatto che ero stato investito da qualcosa più grande di me o chissà….. Dopo l’ospedale sono subito venuto a contatto con i medici per la chemioterapia e la radio e mi è stato subito detto <>, essendo un normale impiegato, ho pensato bene di farlo tramite il SSN, obbiettivamente non credo che questo abbia contribuito nella non riuscita momentanea di questo triste epilogo. Però vista la situazione, ho fissato subito l’appuntamento con il Dottore che il giorno dopo non si è presentato per motivi suoi, lasciando me e tutti i pazienti che lo attendevano in attesa di qualcuno che lo sostituisse, in seguito come se nulla fosse mi è stato tolto un farmaco e sostituito da un altro, ma con lo scrupolo di pochi e previa accurata prescrizione l’ho scalato con l’ausilio di un altro ipotetico “luminare”. Quindi mi recai al S. Pietro dove mi fu fatto il centraggio con la maschera per essere sottoposto alla radioterapia. Iniziai quindi chemio e radioterapia in parallelo, apparentemente senza troppe controindicazioni. Il tutto durò circa tre mesi, feci la convalescenza e tornai al lavoro cercando di ricominciare daccapo come se nulla fosse. Il problema c’era comunque e si iniziò a pensare come avrei potuto risolverlo o quantomeno conviverci “pacificamente” tramite cure alternative stando però spesso male con crisi epilettiche anche al lavoro. Non mi voglio soffermare sui disguidi dovuti alla mancanza di onestà di un medico che per non perdere la sua periodica parcella ostentava ad ammettere la sua reale capacità ed i suoi limiti prescrivendomi delle pasticche che mi davano tutte le controindicazioni causandomi non pochi problemi. Risolto anche questo disguido mi sono rivolto ad un neurologo che mi ha stabilito il dosaggio e rimesso in piedi. Tornato al lavoro, notai che queste crisi, mi prendevano sempre più frequentemente e di nuovo in malattia andato al S. Filippo, mi veniva consigliato come loro unica soluzione a riprendere la chemio e dopo qualche ciclo, avendo saputo che c’era a Vicenza un’apparecchiatura radiochirurgica di cui un’altra in Giappone, il Cyberknife. Andai li con la speranza di poter ridurre la massa tumorale ma senza alcun risultato vista la sua forma irregolare e frastagliata. Qui mi dissero di tornare a Roma a far la chemio perché non si poteva far nulla. Così feci, solo che dopo ogni ciclo e dopo aver visto le analisi, di volta in volta i cicli venivano rinnovati senza veder mai la fine ed il mio fisico ne cominciava a risentire manifestando infiammazioni, dermatiti ed altro, senza contare che quel tipo di che mio, – TEMODAL – in compresse, non era adatto perché, qualora efficace, era per le recidive. Arrivato circa al sesto ciclo, casualmente, un mio collega, mi ha dato l’indirizzo dello ****** di *****. Devo ammettere che inizialmente una virgola di scetticismo c’e stata ma dopo tanto girovagare senza ottenere nulla……tanto valeva provare…..e pensare che la sera prima avevo dimenticato l’indirizzo a casa dei miei; ma qualcosa, seppur a notte inoltrata, mi ha spinto ad andarlo a recuperare. Il giorno seguente mi sono recato allo ****** di ******** da ***** con l’emozione, la curiosità, la speranza e non so cos’altro. Quando ho visto la gente che attendeva il proprio turno, affollando lo ******, sono rimasto sbigottito nel vedere persone con le grucce e sulla sedia a rotelle ed ho iniziato a pensare che molti prima di me avevano provato quello che stavo provando in quel momento e che tutti quegli individui non potevano essere vittime dello stesso equivoco! Chi l’avrebbe mai detto che stavo prendendo la strada che mi avrebbe portato fuori da quel vicolo cieco? Già dal primo incontro ***** mi piaceva, mi ha esaminato chiedendomi poche cose, ed ha subito sentito che la cosa sarebbe stata fattibile. Sarei bugiardo nell’affermare che sono uscito di li entusiasta dell’incontro ma sentii subito una sensazione di tranquillità mai avvertita prima. Quella sensazione che mi ha spinto ad andarci anche la volta dopo e dopo ancora, continuando fino a che gli episodi di malessere che avevo al lavoro diventavano sempre meno frequenti, la differenza c’era eccome! A forza di andare da *****, ho avuto modo di parlare con tutte le persone che si recano li e sono molte quelle che hanno trovato in ***** la loro guarigione e accomunati da un’unica necessità, sono ormai come una grande famiglia. Nel frattempo, mentre continuavo ad andare da *****, ho smesso di far la chemioterapia continuando a dire al S. Filippo che la stavo facendo ed i cicli perpetuavano sino ad arrivare a tredici (N.B. ne ho fatti solo nove grazie a lei). E’ chiaro che la scelta di voler interrompere a far la chemio è stata mia ma solo dopo aver iniziato ad andare da ***** e dietro un suo consiglio, visto che ormai i medicinali stavano facendo solo danni! Solo dopo ho capito che le visite che effettuavo periodicamente al S. Filippo dopo ogni “ciclo” erano praticamente fatte per dispensare quei farmaci schifosi, che scatenavano in me tutti i peggiori effetti devastanti che un farmaco possa generare più di quanto possa fare qualsiasi tipo di malattia perché in effetti stavo facendo da cavia a quella struttura che proprio al termine dei “tredici cicli”incompiuti, mi chiudeva le porte dicendomi che avevano fatto quanto più possibile e che non potevano continuare in quanto non avevano visto miglioramenti; cosa che a mio avviso, sarebbe dovuta accadere già da tempo! Con una semplice lettera di uscita mi veniva consigliato di andare a Milano. Nel frattempo, con ***** avevo intensificato le terapie a distanza a degli orari prestabiliti a cui non potevo assolutamente mancare e che effettuo tutt’oggi per due volte al giorno, anche se a dirla tutta, penso spesso a ***** tutti i giorni molte più volte di quanto si possa immaginare. Dopo un po’ di tempo che la mia vita trascorreva “quasi tranquillamente”, venivo colto da un forte mal di testa di cui non avevo mai sofferto, neanche nei momenti peggiori di questa mia vicenda. La cosa si è protratta per altri due giorni, la verità era che quel mio pallone stava per esplodere perché avendo compresso la parte destra del cervello sulle pareti del cranio, era ormai troppo grande per la mia testa ed aveva un edema intorno esteso per quasi il doppio della sua dimensione, circa undici centimetri. Una mattina, svegliatomi sempre con il fortissimo mal di testa con cui mi ero coricato la sera prima, in stato quasi comatoso, venivo trasportato in ospedale dove con difficoltà sono riusciti a riprendermi e dopo aver rimproverato i miei che nel frattempo erano sopraggiunti, per avermi portato a quella situazione di non ritorno, come se si trattasse di un congresso tra medici, noi eravamo ben coscienti di cosa si trattava ma non era stata una nostra iniziativa, ci avevano sempre detto che non era operabile. Qui venivo operato quasi d’urgenza e con segni di deficit dell’arto superiore ed inferiore sinistro. Nel frattempo ***** che era stata informata continuava il suo lavoro intenso ed inarrestabile con cui sono riuscito ad arrivare a rimuovere alla perfezione sia la gamba che la mano sinistra subito dopo l’intervento, avevo inoltre avuto il piacere immenso di averla in visita e mi sono tenuto in contatto con lei via cellulare per tutto il periodo della degenza in ospedale dove in breve notavo che a differenza degli altri pazienti, avevo una marcia in più; il recupero iniziò subito gia dal trasferimento al piano di sotto dove la fisioterapista dell’ospedale, che mi aveva visitato il giorno prima, non si presentava per la terapia non per errore ma in effetti, non ne avevo più necessità e continuavo a star meglio. Dimesso dall’ospedale, sono andato da ***** a ********. In seguito mi ha invitato a casa sua per effettuare più terapie in breve tempo l’una dall’altra e rendere più rapida la mia ripresa. Avendo avuto modo di frequentarla fuori dal suo ******, posso affermare che lei antepone la salute degli altri di fronte a tutto; amore, dignità, modestia, umiltà e la più totale serietà fanno di lei una persona inimitabile ed unica che mi ha salvato la vita portando il tumore alla quasi totale necrosi (ormai era anche aumentato il grado da secondo a terzo e la percentuale di malignità dal cinque al trenta percento). Senza ***** non so proprio che fine avrei fatto e se non avessi avuto questa patologia, non avrei avuto neanche modo di conoscerla, una persona straordinaria come ***** a cui voglio un gran bene e che cerco di non coinvolgere mai negli scambi di vedute con gli altri per evitare che nascano inutili polemiche. Queste sono quelle cose che ti fanno dire che è valsa la pena avere, seppure brutta, un’esperienza come questa! Ora sto bene ed ho già fatto tre controlli attraverso RMN, non ho effettuato come prescritto dai medici, i sei cicli (e non so quanti altri…) di chemioterapia preventiva che a mio avviso ed a quello di ***** non avrebbero che danneggiato il mio attuale stato di salute. Sto inoltre continuando ad andare da lei e la cicatrice di ventitre punti di quasi sei mesi che ho in testa, sembra un intervento di qualche anno fa. Grazie *****. Ti voglio bene! A presto. Gino
 
Iscritto il: 05/03/2008, 19:04


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