Home   |   Lista Argomenti   |   riflessioni per gli amici
<< Torna indietro
Username
Password
 
riflessioni per gli amici
 
riflessioni per gli amici
di alverman2 >> 08/06/2010, 21:40
Cari amici, vorrei comunicarVi queste mie riflessioni sulla nostra comune “Amica”. Che cosa accade se un lunedì mattina o giovedì sulla porta d’ingresso dello studio trovassimo un foglio con uno scritto : “DA OGGI LA DOTT. SSA COLA NON RICEVE PIU’. LO STUDIO RIMARRA’CHIUSO”. Che cosa accade a coloro che leggono questo messaggio? Panico? Paura? Smarrimento? Pensi … alla tua malattia che sta curando, i pensieri preoccupati su tua o tuo figlio che ogni lunedì e giovedì riversi sulla nostra “dottoressa”, la malattia di tuo padre che, comunque, fino ad oggi non è stato mai toccato da un medico, le analisi sull’AIDS che dopo un anno di cura da “lei”, oggi rappresentano il responso non solo sulla terapia di queste due “mani”, ma anche il responso sulla tua vita, sul tuo futuro e di quelli che ti circondano. Oppure quella carrozzella che ti è stata incollata sotto il sedere per tanti anni da un male … incurabile e, che oggi è una parte dei tuoi ricordi perché stai consumando – finalmente – le tue scarpe Nero Giardini. Oppure, mentre leggi l’avviso stai accarezzando la testa di tuo figlio che i medici avevano detto di non poter mai vedere e, tantomeno, toccare … quanti pianti e sospiri infiniti nel letto e quante lacrime ingoiate perché l’altro non si turbasse eppure, oggi, sei mamma perché te lo dice con la sua meravigliosa voce quel bambino, segno della Storia Infinita. Questi sono alcuni “piccoli” esempi concreti che cambiano la vita, per sempre. Questo è comunque accaduto e sta accadendo anche mentre state leggendo questo scritto. Si, perché la ns. “Amica” non si ferma mai, sta facendo terapia proprio ora, mentre ti stai toccando il collo, perché senti un “doloretto” (“Intanto, stai pensando, lunedì vado a terapia e glielo dico”). Ecco, Lei è sempre lì a ns. disposizione, per tutti i nostri dolori fisici e … morali. Quell’immissione continua di energia da quelle due mani ossute e abbronzate ricoperte di pelle che custodisce una VERITA’ verso la quale ognuno di noi puntualmente chiamato, tende a volgere lo sguardo dalla parte opposta, è qualcosa di scomodo. Rimandiamo continuamente il CONFRONTO con questa “verità” che ci viene suggerita da tutto ciò che ci circonda, non solo in quel piccolo studio e in quella stanza dove si spalanca uno strano ambiente, non di questi lidi, dove non c’è tempo ma il Tempo, dove non incontri mille storie ma la Storia, dove la stranezza di una persona che non cammina da anni lì è la normalità dei suoi nuovi passi. Perché non vogliamo vedere questa verità’? Il 20 dicembre dello scorso anno abbiamo festeggiato tutti insieme le guarigioni di amici che abbiamo conosciuto o che, comunque, abbiamo condiviso la gioia finale della guarigione. In quell’occasione, il marito della ns. “Amica”, ci ha parlato, in modo personalissimo, della loro storia come coppia, di famiglia, tutti “votati” alla causa dell’aiutare colui o colei che si trovano in difficoltà. Questo, ci diceva, ha comportato anche il “mettere da parte”, porzioni rilevanti della loro vita, sia di coppia che di famiglia: essere h 24 a disposizione nostra, perché di noi si tratta e non di “ipotetici” altri, è maledettamente faticoso. Ma perché lo fa? Ritorniamo a ciò che il marito aveva detto: la cosa che ci ripaga al 100% lo sforzo di “aver messo da parte” è quando colui il quale ha incontrato il beneficio di questa terapia, non solo in termini di risoluzione della malattia o della patologia, la ripropone ad un altro. Gli dona ciò che ha avuto (donato) da un altro. Rompere questo muro di solitudine che circonda tutti noi e soprattutto chi soffre. Ridare una speranza, comunicare una speranza. Ciò fa riempire il famoso “bicchiere”, di cui sempre lui ci parlava, che stabilirà, alla fine dei nostri giorni, quanto siamo stati fedeli a quest’incontro, a questo compito di trasmettere ad altri ciò che abbiamo ricevuto, perché, non dimentichiamolo mai, a noi qualcuno – distrattamente o intenzionalmente – lo ha trasmesso. Non è più il momento di prendere, è il momento di dare. Sempre il 20 dicembre scorso, ci è stato chiesto, ad ognuno di noi, di fare questo salto di qualità, nella ns. azione di miglioramento verso ciò che ci circonda, perché di questo si tratta, non solo per il nostro benessere personale , ma anche per l’altro: il nostro vicino che abbiamo ora al nostro fianco o che da vent’anni salutiamo distrattamente. Anche loro hanno bisogno, certamente, di Lei. Non siamo certamente noi i giudici della loro vita, anzi, siamo solo delle piccole porte che, se aperte, immettono in quella stanza dove passa la Speranza. Dipende solo da noi. Ricordate il biglietto, sempre meno immaginario ed ipotetico, che ho citato all’inizio di questa mia riflessione? Bene, la data non c’è. “OGGI” non sappiamo quando si concretizzerà, ma sicuramente, dipende da noi. Solo possiamo scrivere la data di questo addio. Sta a noi rimandare questo “OGGI” nella misura in cui doniamo all’altro ciò che Lei ci ha dato. Sempre disponibile a riflettere con Voi tutti, amici di cammino. Michele
 
Iscritto il: 08/06/2010, 21:31


Messaggi