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Salvato da un incidente stradale
 
Salvato da un incidente stradale
di sergio >> 10/01/2011, 0:56
salve a tutti, eccomi qua anche io a condividere la mia esperienza. Premetto che conosco **** da quasi dieci anni. In questo periodo lei mi è stata vicino molte volte, da quando la conosco ho trovato il suo aiuto ed il suo sostegno in tutti i momenti difficili. In tutto questo tempo sono stato testimone di molte guarigioni inspiegabili, ho visto e conosciuto persone che sono guarite da malattie senza speranza e qualche giorno fa in seguito ad un brutto incidente stradale ho vissuto una di quelle guarigioni straordinarie di cui ero stato testimone. Il fatto è avvenuto a ridosso delle festività natalizie, come mio solito ero in giro con lo scooter assorto nei miei pensieri ed indaffarato per le mille cose da fare, mentre percorrevo una strada statale a velocità sostenuta, un’automobile, che mi precedeva, improvvisamente decide di svoltare a sinistra sbarrandomi la strada ….. Premetto che non ero del tutto impreparato all’evento, mi spiego meglio: per motivi di lavoro e di praticità sono quasi tutti i giorni in sella al mio scooter, sono spesso molto indaffarato pertanto la mia guida non si può proprio definire “prudente”, ho fatto altri incidenti in passato (nei i quali ho subito fratture ed operazioni) e so con che facilità accadono, pertanto sapevo che le probabilità che mi ricapitasse erano alte. C’è una differenza però rispetto al passato, nel frattempo avevo conosciuto ****** Avevo sentito molti aneddoti raccontatemi da persone che la conoscono che a loro volta avevano avuto brutti incidenti e si erano salvati solamente pensando a lei … cioè avevano invocato il suo aiuto con il pensiero … Inoltre c’è stato in passato un altro fatto che mi ha fatto riflettere (questa la sua testimonianza: [url:wfyt1w1v]http://www.olisticaperlavita.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=81&p=88&hilit=jin&sid=427741d3cfdfc98f87357490f75c3833&sid=6c9907d38b2e60294f8ffa461c32646e#p88[/url:wfyt1w1v]), un amico in comune subì una frattura alla mascella , ********, il giorno stesso andò in ospedale, guarì la frattura e la sera tornarono tutti insieme a casa come se nulla fosse successo. Pertanto mi sono più volte chiesto se un giorno sarebbe capitato a me di fare un incidente o trovarmi in una brutta situazione come mi sarei comportato, cosa avrei pensato, come avrei chiesto il suo aiuto ….. di seguito vi racconto come è andata. Torniamo alla scena dell’incidente, con me che a velocità elevata, mi trovo davanti una macchina, ferma, sulla mia traiettoria… Il primo pensiero è stato: “ Eccoci ci siamo ….”, tiro entrambe le leve dei freni, sento lo scooter che comincia a sgommare e penso: “ ***** Salvami ! “, mentre freno tento di schivare l’auto, lo scooter si mette di traverso, già altre volte mi era capitato di schivare un auto in extremis, sarebbe potuto succedere anche stavolta …. ma niente …. sento lo schianto …. il mio pensiero si fa più insistente: “ ***** Salvami ! “. Lo scooter colpisce violentemente l’auto, sia io che il mezzo schizziamo in avanti, io vengo proiettato in aria e cado in un parcheggio adiacente alla strada, sento l’urto con il terreno, e comincio a ruzzolare, nel frattempo il mio pensiero diventa più insistente, me lo ripeto in continuazione mentre rotolo: “ ***** Salvami ! “. Finalmente mi fermo (successivamente la polizia, in seguito ad i rilievi, mi dirà che ho fatto un volo di 23 metri), ….. l’adrenalina è al massimo. Per prima cosa controllo la mia integrità fisica: mani, braccia, gambe …. è tutto ok. Provo subito ad alzarmi, sento un dolore forte all’anca, ma so che se ce la faccio sono salvo, mi ripeto che ce la farò, ci provo ….. e ci riesco. Penso subito “***** ce l’abbiamo fatta !!!!” . Una volta in piedi prendo subito il cellulare, fortunatamente funziona ancora, chiamo ******* gli dico dell’incidente, lei mi risponde che se ne era accorta perché aveva sentito un forte dolore all’anca sinistra, mi dice anche che si trova nei paragi e che si precipiterà sul posto. Così è stato, ****** dopo dieci minuti è lì con me, l’ambulanza che nel frattempo era stata chiamata da un passante arriverà solo 1 ora e 15 minuti dopo l’incidente. Una volta sul posto ***** mi dice di non muovermi perché la botta è stata forte ed ancora non è tutto ok ma io non sto fermo perché ancora sotto shock. Dopo circa mezz’ora dall’incidente, mentre eravamo in attesa dell’ambulanza avviene il peggio: mi faccio dare un po’ d’acqua da una bottiglia ma nell’istante immediatamente successivo in cui abbasso la testa per deglutire comincia ad annebbiarmisi la vista ed inizio a sentire freddo. Non è una sensazione di svenimento ma qualcosa di progressivo, la vista diventa sempre più bianca, sento le forze che man mano mi abbandonano, il freddo più intenso. Cerco di reagire con tutte le forze rimaste ma non ci riesco. Ho paura so che questa cosa che sto provando non riguarda la botta all’anca e capisco che c’è qualcos’altro, qualcosa che neanche ****** mi vuole dire. Comincio a provare angoscia e penso “non può finire così ….. per uno stupido incidente….” , penso a mio figlio …. ed a tutta la vita che avrei avuto davanti. La vista è quasi del tutto bianca quando ad un certo punto mi sento come afferrato, ******, che nel frattempo era di fronte a me mi dice che è il peggio è passato ed adesso è tutto ok ed in effetti dopo un istante le forze mi ritornano rapidamente con mia immensa felicità. Le sensazioni che ho provato non le dimenticherò mai. Comunque dopo un’altra mezz’ora finalmente arriva l’ambulanza, mi portano al pronto soccorso, dove d’urgenza mi fanno tutti gli esami: radiografie, tac ed ecografia. Mentre sono sulla barella sento che non posso muovere la gamba, sicuramente è rotta, ma mi ricordo di quell’episodio in cui ****** guarì la frattura alla mascella e non dispero so che anche io ce la posso fare. Mi trattengono tutto il pomeriggio, io mi ripeto in continuazione che andrà tutto bene e che la sera stessa sarei uscito dall’ospedale sulle mie gambe. ****** è lì con me fuori della porta del pronto soccorso, appena può, in occasione dei trasferimenti fra un esame e l’altro mi raggiunge, mi assiste, mi rassicura e mi da sostegno. Finalmente, dopo 5 ore dal mio arrivo, mi comunicano l’esito degli esami, sembra non esserci alcuna frattura all'anca e alla gamba (scrivono:"non evidenti sicure immagini da riferire a lesioni scheletriche di natura traumatica in atto [...] si consiglia valutazione ortopedica e, al persistere della sintomatologia, approfondimento diagnostico con esame TC), in particolare nella tac alla testa qualcosa di anomalo c'è (questa la dicitura indicata nel referto: "Sottile ipodensità sottotecale in sede temporo-parietale sinistra, di verosimile natura artefattuale, meritevole tuttavia in relazione al trauma di monitoraggio clinico....") ma mi spiegano che sembra come se fosse un trauma avvenuto in passato e rimarginato. ****** successivamente mi dirà che mentre ero in attesa dell'ambulanza ( l'episodio del mancamento in seguito al sorso d'acqua sopra descritto) ho avuto un emorragia celebrale che lei ha curato. Quindi di fatto a parte qualche livido, non c’è più nulla di serio ed io, incredibilmente, esco dall’ospedale camminando da solo. Lo so cosa vuol dire fare un incidente del genere, ne ho fatti altri, meno violenti che mi hanno causato mesi di cure, se ne sono uscito solo con quattro lividi lo devo a te, grazie di cuore !!! Vorrei ringraziare il marito di ******* che è stato sempre presente durante tutta la vicenda, ti voglio bene e lo so che non deve essere stato facile per te “venimme a riccogliè cor cucchiaino” (come direbbe lui). Vorrei ringraziare inoltre tutte le persone che erano presenti e mi sono state vicine, vi ho trovato tutti li fuori dall’ospedale, non me lo aspettavo e mi ha fatto piacere, un bacione a tutti !!!
 
Iscritto il: 10/01/2011, 0:18


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