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Testimonianza
 
Testimonianza
di francesca >> 07/03/2008, 17:43
Stamattina avevo scritto il mio post… poi sul sito ho perso tutto. Ora ci riprovo ma mi sono fatta furba, seguo il consiglio di Anna… Scrivo su word, taglio ed incollo, d’altra parte uno si scorda di essere un meraviglioso ammasso di organi ed anima dotato però di funzionante cervello. Già il cervello, a volte funziona troppo, a volte sembra per niente. Ho desiderio di condividere con gli altri la mia testimonianza, descrivere il mio modo e le emozioni in cui poi ciascuno di noi vive personalmente l’incontro con ***** che mi sta accompagnando sulla via della mia vita. Non è facile scrivere. Circa venti giorni fa’ era una mattina qualsiasi eravamo tutti un po’ assonnati a chiacchierare prima di entrare da *****; in fondo siamo una pic***** comunità, che si incontra più o meno alla stessa ora e di ognuno mentre aspettiamo possiamo apprezzare la simpatia, la benevolenza quando c’è qualcuno che deve entrare prima perché è tardi, l’altruismo quando c’è una persona sofferente che sta male, ma anche i sentimenti negativi che contraddistinguono l’animo umano anche nella malattia e nel dolore. In questi casi riesco sempre a stupirmi. E ne sono contenta. Mentre aspettavo il mio turno, è entrato nella stanza di ***** un uomo su una sedia a rotelle, accompagnato da sua moglie. Non chiedo mai il motivo per cui una persona è in quelle stanze, è una forma di rispetto per l’altro e comunque non è importante. In questo caso il segno della carrozzina è inequivocabile, la persona non si può muovere, non può camminare. Dopo essere entrato, sento la voce di ***** che dice: “Fai come se pesti l’uva”. Capisco. Sono profondamente toccata da quello che è successo, forse la parola giusta è scioccata, perlomeno in quel momento. Capiamo tutti che l’uomo si è alzato, che ha mosso alcuni passi. Stiamo tutti zitti, come se fosse una cosa normale che l’uomo abbia camminato. Soltanto io quando l’uomo esce con sua moglie che l’ accompagna dico, quasi imbarazzata, una cosa qualsiasi: Siete contenti? L’uomo sorride, la moglie risponde certo con quello che è successo… Tutti ricominciano a chiacchierare come se nulla fosse accaduto. Io in quel momento ho desiderato inginocchiarmi. Un pensiero ed un gesto spontaneo che avrei fatto se non avessi provato una sorta di vergogna. Inginocchiarmi di fronte a quanto di grandioso era successo. In segno di rispetto. In segno di gratitudine. Ora mi chiedo e uso le parole che con Anna qualche volta ci scambiamo: Ma noi ci rendiamo conto di quello che succede dietro quella porta? Ed io aggiungo…Siamo consapevoli della straordinarietà e della grandezza di quello che accade grazie a ***** o per il suo tramite? Possiamo immaginare il senso di delusione che forse ***** prova quando sbatte contro il muro della nostra scarsa fiducia? Ma cosa prova quando legge le nostre sofferenze e se ne fa carico? Ma cosa deve fare per noi per dimostrarci che è possibile godere, soltanto se lo desideriamo, della bellezza che la nostra vita è in grado di offrirci? Ma quanto può sentirsi sola quando noi nonostante tutto il bene che ci vuole la facciamo sentire sola? Bene. Io so solo una cosa: se ci fossimo trovati a Lourdes avremmo gridato: Miracolo! Ha camminato. Qui a ******** nessuno ha gridato. Eppure secondo l’assetto delle nostre conoscenze e delle nostre credenze religiose io ho letto nel vangelo che Gesù operava miracoli, attraverso Dio suo padre, imponendo le mani sul capo. Lui ha detto Lazzaro alzati e cammina e Lazzaro ha camminato. Lui ha operato guarigioni miracolose. Ora delle due l’una: se a Lourdes le persone camminano è un miracolo e allora lo è pure a ********. oppure a Lourdes non si operano miracoli e neanche a ********. Io non so cosa succede, non so darmi una spiegazione assoluta e giusta perché la mia razionalità non me lo consente e le mie emozioni rischiano di portarmi su una strada che non so se è giusta. So però che nel Vangelo ho letto qualcosa che ho avuto la grazia di vivere a ********. So solo che quello che accade è straordinario. Grande. Denso di significato. Miracoloso? E so pure che non so dare una risposta ma forse non è importante se ho avuto il dono di incontrare nella mia vita una persona che si spende per l’altro e per il suo bene. Una cosa preziosa, rara che non accade quasi mai, in un mondo troppo spesso regolato da sopraffazione, arrivismo, rabbia. Allora le esperienze di vita negative che purtoppo hanno attraversato la mia vita perdono di senso, e la grazia dell’incontro con ***** mi ripaga di tutto ciò che ho sofferto. A volte è dura combattere, contro il senso di sfiducia in se stessi; si lotta per cambiare e a volte il senso di frustrazione nel non riuscirci è grande. La strada dell’amore, della fiducia, è però una strada ricca di frutti. So che con ***** accanto la vita mi regalerà meravigliose sorprese. Spero di non aver offeso la suscettibilità di qualcuno o aver intimorito qualche altro. Se incautamente l’ho fatto spero che perdonerete il mio essere umano. ***** mi ha insegnato anche questo ad accettare la mia natura umana e il mio cadere e rialzarmi. Ciao Francesca
 
Iscritto il: 07/03/2008, 16:55


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